I Vangeli apocrifi


Complessivamente furono scritti almeno una cinquantina di Vangeli, ma dal 4° secolo i libri estranei al corpo biblico e al catalogo ufficiale della Chiesa, quelli non riconosciuti come sinottici, cioè ispirati, furono considerati apocrifi, cioè eretici, falsi, anche se l’aggettivo del vocabolo greco “apocrifo” aveva un significato totalmente diverso da quello che comunemente gli venne attribuito, infatti significava metro di paragone, segreto, rivelatore di verità nascoste. Tutto il mondo mediterraneo accolse i Vangeli apocrifi e li feci propri: gran parte dei temi evangelici presenti nel Corano hanno origine apocrifa.
VANGELO DI TOMMASO
Testo gnostico contenente l'autentico insegnamento del Rabbi Jeoshu ha Nozri, anteriore alla reintepretazione effettuata dal clero cristiano. Originariamente redatto in aramaico, era stato distrutto dagli scribi della chiesa romana; ci è giunto attraverso una versione copta scoperta nel 1945 a Naj Hammadi in Egitto.




VANGELO DI PIETRO

Il Vangelo detto "di Pietro" sembra essere uno dei più antichi manoscritti che la Chiesa definisce apocrifi. Fino al 1886 era conosciuto, come oggi i vangeli cosiddetti giudeo-cristiani, solo per le citazioni effettuate dai padri della chiesa in alcune loro opere.
Nel 1886, in Egitto, ad Akhmim, dentro la tomba di un monaco furono trovate delle pergamene contenenti, fra l'altro, questo testo che è stato identificato dagli studiosi come il vangelo di Pietro. 
Si tratta, probabilmente, di uno scritto composto nel secondo secolo da una comunità cristiana che potrebbe avere attinto a fonti giudaico-cristiane.

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